Forse la cantava una chitarra questa cosa. Una di quelle di legno chiaro, aggrappata a una mano sudata su un seggiolo stanco appoggiato a un pavimento di parquet scuro.
Maledetta polvere che ti entra negli occhi.
I ricordi li dovrò pur mettere da qualche parte
24 feb 2013 Lascia un commento
in Pezzi di deserto, pezzi di frumento Etichette: Parole
Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
24 feb 2013 Lascia un commento
in Pezzi di vita che diventano viaggio Etichette: Legami, Storie
”In effetti è proprio così. Il primo motivo della mia tristezza è che non ho un nome. Lei si chiama Mix, il giovane umano Max, ma io non ho un nome, sono solo un topo, e se dici topo ad alta voce, milioni di topi penseranno che parli con loro e non con me.
Io voglio avere un nome!”
Tratto da Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, di Luis Sepùlveda.
Maschere
24 feb 2013 Lascia un commento
in Pezzi di chilometri e pezzi di metri Etichette: Istante
La mattina si sveglia con le coperte ancora legate alla pancia. La boule appallottolata, i capelli arruffati.
Sente la nausea salire insieme alle palpebre che piano fanno entrare aria e luce. Già se le vede, sulla panca bianca, insieme alle stelle appiccicate anni fa, di quelle che si illuminano al buio, con qualche angolo in meno.
Sono disposte una accanto all’altra, una sfilata pronta per il carnevale. Se le mette tutte in borsa, le maschere. Non le stelle. Quelle rimangono appiccicate agli occhi, insieme ai desideri disegnati la sera, prima di addormentarsi.
Un doccia, un vestito nuovo. Un bicchiere d’arancia.
Buongiorno mondo.
Buongiorno a te, con che ruolo iniziamo oggi?
[...]
Tutti i figli di Dio danzano
24 feb 2013 Lascia un commento
in Pezzi di vita che diventano viaggio Etichette: Murakami Haruki, Storie
Yoshiya si tolse gli occhiali e li ripose nel loro contenitore.
Danzare non è male, pensò. Non è niente male. Chiuse gli occhi, e sentendo sulla pelle la luce bianca della luna, da solo, cominciò a danzare. Inspirò profondamente, e poi espirò. Poiché non gli veniva in mente una bella musica che si adattasse al suo stato d’animo, danzò in accordo col fruscio dell’erba e il fluttuare delle nuvole. A un tratto si rese conto che qualcuno lo stava guardando. Riuscì a percepire distintamente di essere nel campo visivo di qualcuno. La sua pelle, le sue ossa, lo captarono. Ma di questo non gli importava nulla. Chiunque fosse, se voleva guardare, guardasse pure. Tutti i figli di Dio danzano!
Calpestava la terra, e roteava le braccia con eleganza. Ogni movimento chiamava il successivo, e si collegava a esso in modo autonomo. Il suo corpo tracciava un diagramma dopo l’altro. E in quella danza vi erano forma, variazioni e improvvisazione. Dietro al ritmo c’era ritmo, e tra di essi vi era un altro ritmo invisibile. In alcuni momenti chiave, Yoshiya riusciva a cogliere una visione d’insieme del loro complessi intrecci. Diversi animali erano nascosti nella foresta, come un’illustrazione cifrata. Vi apparteneva anche una belva spaventosa che non aveva mai visto. A un certo punto sapeva che avrebbe dovuto attraversare quella foresta. Ma aveva paura. Cosa aveva da temere? Era la foresta che esisteva dentro di lui. E la belva quella che lui stesso portava con sé.
Tratto da Tutti i figli di Dio danzano, di Murakami Haruky.
Un autore scrive più libri. Con alcuni ti semina domande, con altri ti accartoccia risposte. Sono uno la spiegazione dell’altro.
Si intrecciano, i pensieri.
Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
24 feb 2013 Lascia un commento
in Pezzi di vita che diventano viaggio Etichette: Straniero
Ti vogliamo gabbiana. Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene che tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo.
Tratto da Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepùlueda.
… la domanda qual è?
07 gen 2013 1 commento
in Pezzi di chilometri e pezzi di metri Etichette: Citazioni, Legami
Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita. Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori. Posso, però, ascoltarli e condividerli con te. Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro; però, quando serve sarò vicino a te. Non posso cancellare la tua sofferenza; posso, però, piangere con te. Non sono una gran cosa, però sono tutto quello che posso essere.
Jorge Luis Borges
La notte di Santa Lucia
13 dic 2012 Lascia un commento
in Pezzi di chilometri e pezzi di metri Etichette: Esperienza, Nella notte, Storie
Preparavi le tazzine con un goccio di caffè, il cucchiaio sporco. Il bicchiere vuoto.
Suonavi il campanello, curavi il nascondiglio dei giochi.
Me ne andavo a letto immaginandoti seduta al tavolo della cucina, la stufa accesa, a chiacchierare con lei. Tendevo l’orecchio, per riuscire a sentire se era arrivata, stando però ben nascosta nel piumone.
Secondo me, in un qualche modo, c’hai parlato per davvero con lei, passandole in piedi quelle notti, sveglia e allerta.
Era il tuo compleanno questa notte, [..]